di chi è la responsabilità ?

Quando è responsabilità dell’installatore e quando del centro assistenza

L’installatore durante il suo lavoro deve far si che questo venga realizzato a “Regola d’arte”, come dicono le norme al riguardo, ovvero che la progettazione e la realizzazione di tutti gli impianti e le prestazioni ad essi connessi siano impeccabili.

Vale a dire che l’installatore deve si eseguire l’opera commissionata in conformità del contratto, seguendo le indicazioni, ma essa deve risultare idonea allo scopo per soddisfare l’interesse del committente, senza che presenti vizi o difformità durante il funzionamento. Nel caso di inadempienza o di un lavoro mal fatto si può incorrere in sanzioni civili, come: multa, ammenda, arresto o sospensione dall’Albo provinciale delle imprese artigiane e dagli albi professionali. Tutto questo naturalmente, una volta accertato che la colpa sia sua.

Nel caso di eventi infortunistici gravi con danno o pericolo a persone o cose, dovuti a falsificazione della dichiarazione di conformità, si incorre addirittura nel penale.

Altro responsabile unitamente al tecnico è il collaudatore, ovvero il CAT ( centro assistenza tecnico dell’impresa costruttrice della caldaia, che opera la messa in servizio della stessa e che deve verificare tutti i requisiti tecnici e di sicurezza dell’impianto. Ogni impianto è correlato da uno schema elettrico allegato, ovvero un diagramma che raggruppa i vari componenti, come la resistenza, i condensatori, nonché tutti i circuiti elettrici e che mostra in modo chiaro il funzionamento di tutto il sistema.

Saper leggere in modo preciso uno schema elettrico e sicuramente basilare per individuare immediatamente il problema del cattivo funzionamento, che può essere ricercato nell’accensione, nella regolazione o nella sostituzione di qualche elemento.

Scoprire in una ca giornata d’inverno che la caldaia è rotta, con il termometro che registra pochi gradi, potrebbe essere davvero un bel problema, il primo pensiero è quello di chiamare il tecnico di fiducia, ma sarà disponibile? E quanto tempo impiega per arrivare ?

Prima di correre al telefono e contattare il call center forse puoi fare un primo sopralluogo ed accertarti che almeno le cose basilari siano in ordine.
Il primo passo da compiere è guardare se la pressione dell’acqua è corretta leggendola sul manometro, se è bassa basta semplicemente ricaricare la caldaia.

La fiamma pilota è ancora accesa?

Nel caso hai ancora un modello un po’ retro, in questa evenienza può essere sufficiente riaccenderla ed il problema è bello che risolto.

Potrebbe trattarsi di una mancanza di gas, dovuta alle cattive condizioni atmosferiche o ad una sospensione temporanea della quale ti eri dimenticato, accendi i fornelli del gas per sincerartene e controlla anche l’interruttore generale, quello che tua moglie chiude sempre per precauzione.

A volte potrebbe trattarsi di un blocco momentaneo, in questo caso il tecnico installatore non potrà certo essere considerato responsabile. Schiacciando infatti il tasto reset o spegnendola e poi riaccendendola, la caldaia va che è una meraviglia. Se dopo un tuo attento esame non noti niente di anormale non improvvisare e soprattutto non toccare nulla tanto meno i fili elettrici, ma rassegnati è proprio il caso di chiamare un tecnico!

Se sei fortunato risponde subito alla tua chiamata e se ben predisposto, nel senso che non è domenica o non è a sciare con i figli, in breve tempo arriverà a casa tua e forse risolverà il problema.
Il guaio nasce quando l’addetto è un po’ restio a venire o vanta migliaia di interventi che sono annotati sulla sua agenda, in questo caso armatevi di tanta pazienza e sfoderate tutte le vostre tecniche di persuasione.

Generalmente dire che in casa ci sono dei bambini, meglio neonati ammalati funziona sempre, anche la scusa del caro nonno che ha tanto freddo impietosisce il duro cuore del tecnico, se poi non sapete proprio a cosa appigliarvi, dite che in casa la puzza di gas è davvero insopportabile.

Altro discorso ancora più scoraggiante è quando vi rivolgete ad un centro d’assistenza, magari specifico per la vostra caldaia e che il tecnico vi ha garantito che è sempre disponibile 24 ore su 24 compresa la domenica ed i giorni festivi, e scoprire dall’altra parte della cornetta un operatore che vi lascia 3 ore in attesa e che magari parla a mala pena la nostra lingua.

Peggio ancora se dall’altra parte c’è una segreteria telefonica che ti suggerisce i vari numeri che dovrebbero metterti in contatto con un incaricato, tu cerchi di seguire alla lettera tutti i passaggi, ma se sbagli a digitarne solo uno devi ricominciare d’accapo. Finalmente dopo la ventesima volta che rifai il numero ed hai ormai memorizzato tutti i passaggi, ecco che una flebile voce ti invita nuovamente ad esporre il tuo problema e tu ormai stanco scandisci appena qualche parola.

Ma dall’altra parte sono inesorabili con le domande: Da quanto è rotta? Cosa non va?

Che rumore si sente?

Ma soprattutto vogliono sapere chi ha provveduto a realizzare l’impianto, spesso il tecnico ( non tutti per fortuna), ha la cattiva abitudine di lasciare qualcosa in sospeso, così da avere un motivo in più per tornare e dimostrarti la sua completa dedizione, magari pagando qualcosina per la chiamata!

Non lasciarti sfuggire che hai dato uno sguardo all’acqua o al gas, potresti essere tu il vero responsabile del problema, e se non lo sei tu sicuramente sarà stato l’installatore, ma non è possibile visto che è un loro dipendente!
Ormai stremato finalmente sei riuscito a strappare la promessa che il tecnico verrà a farti visita con la sua 24 ore solo domani, pazienza stasera vorrà dire che si andrà a letto presto!

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